International Newspaper

Mudcrutch

2 edito da Reprise/Warner Bros. del 2016

Questo disco è l’ultimo a cui ha partecipato prima della sua prematura morte nell’estate del 2017, lasciandoci orfani di uno dei più ispirati, e a volte poco riconosciuti, songwriter statunitensi…

A seguire con attenzione la loro storia bisognerebbe tornare indietro al 1970. All’origine il loro nome era Sundowners, poi diventato The Epics, e successivamente assunse la forma definitiva in Mudcrutch.

Mudcrutch

Mudcrutch

In quegli anni, cioè fino al 1975, arrivarono a incidere solo qualche singolo, senza pubblicare nessun album. Particolarità di questa band fu quella di essere la prima formazione in cui militò Tom Petty, e insieme a lui musicisti quali Tom Leadon (fondatore degli Eagles), Randall Marsh, Mike Campbell (che sarà nei Fleetwood Mac), Benmont Tench, Danny Roberts, Jim Lenehan, Charlie Souza. Alcuni di questi seguirono poi Petty nell’avventura successiva con i Heartbreakers, che segnò lo scioglimento momentaneo dei Mudcrutch.

Così dopo una brillantissima carriera che lo portò a essere uno dei più influenti e acclamati songwriter dei decenni successivi, Tom Petty decise di richiamare alcuni dei fondatori della band e ricomporla. Con il carisma e l’esperienza accumulata negli anni i Mudcrutch pubblicarono nel 2008 il loro primo album, accolto dal pubblico e dalla critica in maniera entusiastica.

L’album 2

Ma fu con il secondo disco (dal titolo semplice e perentorio di 2) che la band statunitense creò il proprio capolavoro. Basato su un

2 dei Mudcrutch edito da
Reprise/Warner Bros., 2016

country rock diretto di stampo southern, non si discosta molto dalla scrittura tipica di Petty, anche se alcuni brani sono composti da altri membri della band.

L’album si apre con il pezzo Trailer: subito si capisce che le protagoniste del disco saranno le chitarre. Così come in Dreams of Flying e in Hope. Mentre in Beautiful Blue alla sei corde di Mike Campbell si aggiungono le tastiere di Benmont Tench, in un grande sfoggio di capacità strumentale. Nella totalità in tutto il disco il livello di scrittura dei brani è molto elevata, ma tra gli altri si possono segnalare pezzi come I Forgive It All, Welcome To Hell, The Other Side of The Mountain, No More, che forse svettano. 

Il contributo di Tom Petty è molto presente, sia come leader della band che nelle scelte musicali (che si rifanno alla tradizione folk rock e country degli Stati Uniti). Questo disco è l’ultimo a cui ha partecipato prima della sua prematura morte nell’estate del 2017, lasciandoci orfani di uno dei più ispirati, e a volte poco riconosciuti, songwriter statunitensi.

Riccardo Santangelo

Lascia una risposta
Skip to content