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The Rolling Stones

Sticky Fingers edito da Rolling Stones Records / Atlantic Records, 1971

Il disco si apre con il brano Brown Sugar, quasi un inno alla droga, e che ben sintetizza l’atmosfera di quegli anni. Questo pezzo fu quello che ebbe più successo di tutto l’album, tanto da diventare un “classico” nei live della band. Solo recentemente i Rolling Stones hanno deciso di cancellarlo dal loro repertorio dal vivo…

Musica e arte si sono incontrate spesso: Gustav  Klimt e Ludwig van Beethoven, Arnold Schönberg e Vasilij Kandinskij, Guido Crepax e il jazz, Roberto Vecchioni e Andrea Pazienza, Andy Warhol e The Velvet Underground, ma anche con i Rolling Stones.

La copertina di Sticky Fingers

Ed è proprio per questi ultimi che il multi-artista statunitense progetto la copertina del loro quattordicesimo album in studio: Sticky Fingers. Chi ebbe la fortuna di comprare nel 1971 la prima edizione in vinile del disco  si trovò di fronte una copertina 3D: veniva raffigurato un paio di jeans con una cerniera apribile; e se questo non bastava per scandalizzare, il tutto  veniva enfatizzato con un evidente rigonfiamento all’altezza dei genitali.

Ma la “scandalosa” trovata di Andy Warhol rimase culto per i collezionisti, e fin da subito la cover venne modificata mettendo solo la zip, e successivamente togliendo anche quella. 

Sticky Fingers

Oltre a tutto questo Sticky Fingers segna una fase cruciale nella carriera dei Rolling Stones. Registrato tra la fine del 1969 al Muscle Shoals Sound Studio di Sheffield (Alabama) e il gennaio 1971 all’Olympic Studios di Londra, questo album può vantare diverse “prime” volte: è il primo album uscito per l’etichetta Rolling Stones; è il primo in cui compare il logo della famosa linguaccia; è il primo senza Brian Jones (deceduto durante la lavorazione del disco precedente Let It Bleed), quindi il primo in studio con il sostituto Mick Taylor (chitarrista già affermato con la band di John Mayall).

Il disco si apre con il brano Brown Sugar, quasi un inno alla droga, e che ben sintetizza l’atmosfera di quegli anni. Questo pezzo fu quello che ebbe più successo di tutto l’album, tanto da diventare un “classico” nei live della band.

Solo recentemente i Rolling Stones hanno deciso di cancellarlo dal loro repertorio dal vivo. Ma la droga non è presente solo in questo brano: in Sister Morphine si narra dell’agonia di un uomo nel suo letto

d’ospedale (si può supporre a causa di una overdose), che desidera ricevere della morfina per alleviare i suoi dolori. Il testo del brano è stato scritto da Marianne Faithfull (ex fidanzata di Mick Jagger), mentre la musica è degli Stones.

L’importanza dell’album

Nell’analizzare l’importanza di questo album non si può non citare il brano Wild Horses, una ballata in stile country scritta da Jagger (nella parte testuale) e da Keith Richards in quella musicale.

Lo stesso Richards raccontò in seguito: «Se c’è un modo classico in cui io e Mick lavoriamo insieme è questo. Io propongo il riff e il ritornello, Mick si dedica alle strofe. Proprio come Satisfaction, Wild Horses parla della solita cosa di non voler essere in viaggio, di essere a un milione di miglia da dove si vuole essere”.

Se i tre brani sopra descritti sono quelli più famosi estratti da Sticky Fingers, bisogna anche segnalarne altri quattro: Can’t You Hear Me Knocking, Sway, Moonlight Mile, Dead Flowers; che allo stesso modo ci fanno capire la grandezza compositiva e di musicisti degli Stones.

Riccardo Santangelo

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