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Billy Summers, la nuova magia di Stephen King

Billy Summers è il nuovo personaggio di Stephen King

Lontano dalle figure del redentore, Billy è il più vicino uomo comune tra gli esseri umani che comuni non possono più essere. Billy Summers è un sicario guidato da codice da cui non deroga: uccide solo per togliere di mezzo la feccia dell’umanità…

Billy Summer il nuovo libro di Stephen King pubblicato in origine dalla casa editrice Scribner il 3 agosto 2021 e uscito in Italia il 26 ottobre dello stesso anno edito da Sperling & Kupfer.

Billy Summers, la nuova magia di Stephen King

Billy Summers di Stephen King copertina

Billy Summers è un sicario guidato da codice da cui non deroga: uccide solo per togliere di mezzo la feccia dell’umanità. La storia all’osso è questa.

Billy ha un nuovo ingaggio in una cittadina nel sud degli States. Mettere fine alle scorrerie di un miserabile che ha ammazzato solo perché ha perduto a poker. Il tizio è in carcere, ma è in odore di trasferimento.

E Billy nel frattempo, per amalgamarsi tra la gente del luogo, si finge scrittore.

Che la faccenda non coinvolga solo l’uomo da far fuori, lui lo annusa sin dal primo incontro col boss che gli ha offerto il compito. Nick, uno che, a prescindere, farebbe fuori volentieri. Quindi, meglio organizzare un paracadute.

A quarantaquattro anni Billy sa che non potrà continuare. Il passato di cecchino in Iraq non lo ha mai abbandonato e non è una bella storia.

È venuta l’ora di chiudere la carriera per dedicarsi a Émile Zola e Thomas Hardy, di cui è incallito lettore. Intanto, per calarsi meglio nella nuova quotidianità, s’impegna a buttare giù un romanzo. Che altro non è che il racconto della sua vita. Sanguinaria fin da bambino.

Tra Houdini e Dexter

Billy Summers, oltre a essere l’ultimo titolo in libreria, è il nuovo personaggio di Stephen King. Anche se, detta così, si fa un torto all’autore e alla sua creazione.

Billy Summers di Stephen King copertina Sperling & Kupferall’autore e alla sua creazione.

Perché si tratta di una creatura letteraria di una forza totemica. Pari forse a Carrie (ma senza poteri extraumani), ma superiore a Annie Wilkes (Misery), Jack Torrance (Shining), Scott Carey (Elevation), Johnny Smith (La Zona Morta) e a ogni altro protagonista in maggiore che abita la costellazione della kinghiana commedia umana, cane Cujo, clown Pennywise e macchina Christine compresi.  

Lontano dalle figure del redentore, Billy è il più vicino uomo comune tra gli esseri umani che comuni non possono più essere. Distante per cautela dagli affetti, ma per nulla anaffettivo; in grado di svanire nel nulla come Houdini dopo un lavoro eseguito, ma luce presente come generosità e dignità comandano quando si riconosce nella paura e nella fatica dei suoi simili. Come Dexter, per chi ama le fiction, ma allo stesso tempo ben differente da Dexter. 

La rettitudine morale del killer

Non so cosa abbia guidato l’ispirazione di King a modellare un personaggio così magnifico per la capacità di raccogliere in sé un oceano di bontà pur cancellando la vita altrui per denaro. 

King non si è limitato a fare di Billy voce letteraria credibile, priva di mielismi sentimentali e lanosi tratti da piacione, ma un perfetto esempio di rettitudine morale immerso nella grandezza della normalità dell’esistenza umana.

E le pagine (almeno metà del libro) in cui appare l’altrettanto straordinaria e drammatica figura di Alice sono una sinfonia che non ha pari.

Scrittore da Nobel  

Stephen King

Billy Summers, il libro, via via perde la sua cornice, componendosi di un doppio binario che ci conduce alla fine. Alla trama principale si accosta la tessitura del romanzo che Billy scrive. E quando la sua stesura arriva al tempo del suo presente, il capolavoro diventa compiuto. 

E compiuto diventa lo sguardo del king-maker del Maine. La visione è rimasta identica, ma ormai questo scrittore non ha più bisogno di un’architettura che crei un mostro dall’esterno per rappresentare la giungla umana.

Non gli serve più ricorrere alla diabolicità, alla creatività fantastica. Ce lo dicono i libri degli ultimi decenni, con il Male che progressivamente si sposta dall’ambiente alle nostre viscere, trovandovi un ecosistema ben più comodo. 

Non mancano, come spesso ormai gli accade, i bambini. Non manca l’eredità emozionale con cui contagiano il protagonista. In più qui troviamo giustizia, resistenza, rinascita e lealtà che non impattano affatto con la natura dell’attività di colui che al romanzo dà il titolo. 

E Quando finalmente Stoccolma si ricorderà di Stephen King?

Corrado Ori Tanzi

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